Occupatissimo, mi perdonerai se non potrò scriverti a lungo come vorrei. Sono dolentissimo di non poter aderire alla domanda che mi fai. Non nascondo a te nell'intimità dell'amicizia che in queste feste che si fanno per i Grandi e per i Piccoli Vi è qualche cosa che mi ripugna, perché vedo (parlo sempre all'amico intimo) abbassano quelli che veramente meritano, mettendoli a pari di altri.... ed altri.... ed altri. Tu mi dirai: bisogna fare. D'accordo. Ma permetti che io, seguendo le mie vecchie abitudini, non vi prenda parte. In quanto alla Cantata d'occasione, io non ho mai scritto ne comincerò ora a commettere di questi peccati. Perdona alla franchezza di queste parole. Perdona gli scarabocchi di questa lettera scritta così in fretta. Credimi sempre
tuo aff.mo
G. Verdi.