da quale fatalità siete quest'anno bersagliato Voi ed i Vostri? Immagino in quale stato debba trovarsi il vostro cuore, colpito da queste disgrazie di famiglia che si succedono con crudele frequenza!
Tutto quello che potrei dirvi non sarebbero che parole, sempre troppo fredde per chi è immerso nei dispiaceri. Io non oso sollecitarvi di lasciar Roma; ma se poteste togliervi da quell'atmosfera, forse il viaggio, gli affari e la quiete di questa solitudine, accompagnata dall'affezione di due sincerissimi amici attenuerebbero i vostri dolori.
Venite dunque il più presto che potete e farete un bene a voi, ed a questi due selvaggi che vi salutano di gran cuore. Addio.