Corrispondenza

Giuseppe Verdi a Giuseppe Piroli, 18/06/1867

Data topica

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Genova

Data

Data
Genova 18 Giugno 1867

Tipologia

lettera

Descrizione fisica

Un bifolio, tre facciate e cinque righe scritte.

Ubicazione presso il soggetto conservatore

Ubicazione
I-Rli

Trascrizione


                                                                                Genova 18 Giugno 1867
   Caro Piroli

   Ah perché siete Deputato e Consigliere di Stato, ed uno dei grandi cucinieri che fanno bollire la gran pentola ove vi sono ben brutti intingoli, voi non rispondete più alle lettere che gli amici vi scrivono! A proposito di cucina come vanno le faccende? E cosa pensate fare? Se le cose continuano così qualche tempo ancora noi morremo tutti di fame. Io non ho mai potuto capire come i nostri Uomini di Stato cercano di annientare le poche ricchezze che naturalmente abbiamo. È certo che se voi togliete le forze alle braccia dei lavoranti, e le scorte a quelli che debbono far lavorare, il terreno che produceva per esempio l'anno passato 10, ora produrrà otto, domani sei, finché non produrrà più nulla. E ditemi E ditemi un pò:cosa vuol dire che, quando l'Italia era divisa in tanti piccoli Stati, tutti quassù avevano le Finanze in ottimo stato, ed ora che siamo uniti siamo rovinati. Ma tutte le ricchezze d'una volta se l'è mangiate il diavolo? Voi mi risponderete l'armata e la marina? ... E mandateli a casa tutti. Cosa ne faremo? Chi si batterà con noi? Eppoi? Quando si hanno risultati come quelli di Custoza e Lissa è meglio non aver nulla. Vi giuro che tutto ciò mi rattrista e m'annienta, ed i sarcasmi dogli stranieri li meritiamo. Ma veniamo a noi. Ho bisogno di vedervi e di parlarvi. Io parto stassera per St Agata ma sarò qui di ritorno ai primi di luglio. Allora se voi non potrete venire quì verrò a Livorno o a Pisa. Potrete voi trovarvici? Scrivetemi a St Agata. Addio. Vogliatemi bene e credetemi sempre.

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Giuseppe Verdi a Giuseppe Piroli, 18/06/1867

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