Corrispondenza

Giulio Ricordi a Giuseppe Verdi, 21/09/1883

Data

Data
Milano, 21 settembre 1883

Luogo di destinazione

Luogo di destinazione
[Sant'Agata]

Tipologia

Lettera

Descrizione fisica

Un bifolio e un foglio, sei facciate scritta. Intestazione a stampa dello Stabilimento Ricordi.

Ubicazione presso il soggetto conservatore

Ubicazione
Collezione privata

Trascrizione


                                                                                      Milano 21 Sett. 1883
     Illustre Maestro.

               Ricevo la sua stimata d'jeri, e la ricevo con vivissimo dolore, vedendo l'interpretazione ch'Ella ha dato alla mia lettera: può Verdi supporre un solo istante che io possa rispondere con iracondia ad una di lui lettera, od accogliere senza la più alta deferenza una di lui parola di raccomandazione?... Se ciò è, lasci che mi chiami il più disgraziato degli uomini!... No, Maestro, non merito questo giudizio Suo, ed oso pregarla di cancellarlo affatto –
Se la mia lettera era risentita, Ella ne deve ricercare l'unica causa in ciò che le fu riportato a mio riguardo, accusandomi di cosa se non disonesta, poco giù di lì – Noti per di più che il giorno innanzi aveva avuto un altra noja, anzi un dispiacere per l'istessa persona: si figuri com'io restassi ricevendo la stimata sua, cosicché agitatissimo lasciai traboccare il vaso: S'io temessi d'averle, benché minimamente, mancato, glie ne acrederei amplissime e franche scuse!... ma non badi alle frasi più o meno nervose che mi possono essere sfuggite involontarie, ma alla sostanza della mia lettera, la quale altra non era che la mia difesa in faccia a Lei, e per un fatto addebitatomi intorno al quale voleva che a Verdi non restasse dubbio alcuno. dico: Verdi, perché è quegli a cui tengo sopra tutti quanti: leggendo la sua lettera esclamai: "Come, anche al Maestro vanno a raccontare di tali frottole?." E lì detto, fatto e nervoso come una batteria elettrica, le risposi in tutta fretta!... Dunque, Maestro mio, distinguiamo: una di Lei raccomandazione non è modesta, modestissima, e si accoglie come un favore e si prova piacere ricevendola: solo non poteva ammettere che a Lei si venisse a dire che ho delle liste di proscrizione e ciò in riguardo alla Sigra De Giuli!!... Andiamo, via... non è un tormento per me questa, del resto, ottima signora... che è anche oggi causa d'un rimprovero... inzuccherato... sì, fin che vuole... ma in fin dei conti un rimprovero che per la persona da cui viene, mi riesce più ostico di una quintessenza d'estratto d'aloé?... Sarebbe proprio il caso di vederla come il fumo negli occhi!!... Scherzi a parte, favorisca spremer fuori dalla mia lettera quell'iracondia che mi può essere sfuggita, e non badi che ai fatti ch'io le narrai a mia giustificazione: e pensando a quella devozione illimitata, a quella riconoscenza profonda ch'io Le porto, neppure per un attimo Ella può credere ch'io voglia mancare verso di Lei!...
     Queste sono molte parole: ma non sono inutili davvero!... e spero d'avere il bene di ricevere una sua buona parola in proposito –
     Le confermo la mia di stamane – quanto alla traduzione del Boccanegra faccia il suo comodo: però sarebbe desiderabile che si giungesse in tempo a dare il libretto col testo francese di fronte all'italiano, giacché mi pare ciò sarà utile per il pubblico parigino: ma in 15 giorni il libretto si può comporre = dunque non c'è premura –   
     Ancora rinnovo a Lei i sensi di tutta la mia devozione, ripetendomi
                                                                                           Sempre Suo Aff.
                                                                                             Giulio Ricordi

Note



Posseduto Insv
1 fotocopia (n. 147/40)

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Giulio Ricordi a Giuseppe Verdi, 21/09/1883

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