Corrispondenza

Giuseppe Verdi a Clara Maffei, 23/06/1859

Data

Data
Busseto, 23 giugno 1859

Luogo di destinazione

Luogo di destinazione
[Milano]

Tipologia

Lettera

Ubicazione presso il soggetto conservatore

Ubicazione
I-Mb
Collocazione
n. 6631

Trascrizione


Cara Clarina
                                                                              Busseto 23 Giugno 1859

     Son dieci o dodici giorni che voleva scrivervi, ma dopoché quelli Illustrissimi hanno fatto saltare i forti di Piacenza sono successe e succedono, anche in questo guscio, tante cose, tanti allarmi, tante notizie e vere e false che non si ha mai un'ora di calma. Finalmente se ne sono andati! o almeno si sono allontanati, e voglia la nostra buona stella allontanarli di più in più, finché cacciati oltr'Alpi vadino a godersi il loro il loro cielo che auguro bello limpido splendente anche più del nostro. Quanti prodigi in pochi giorni! Non par vero. E chi avrebbe creduto tanta generosità nei nostri alleati? Per me confesso, e dico mea grandissima colpa, che io non credeva alla venuta dei francesi in Italia, e che in ogni caso non avrebbero sparso, senza idea di conquista, il loro sangue per noi. Sul primo punto mi sono ingannato; spero e desidero ingannarmi sul secondo, ché Napoleone non smentirà il proclama di Milano. Allora lo adorerò come ho adorato Vasington e più ancora, e, benedicendo la grande nazione, sopporterò volontieri tutta la loro blague, l'insolente politesse, e lo sprezzo che hanno per tutto ciò che non è francese. –
     L'altro jeri un povero prete (il solo benpensante in tutte queste campagne) mi portò i saluti di Montanelli che aveva incontrato a Piacenza soldato semplice nei volontarj. L'antico professore di diritto patrio che dà sì nobile esempio! Ciò è bello, sublime!! Io non posso che ammirarlo ed invidiarlo! Oh avessi altra salute e sarei cc anch'io! Ciò dico a voi, e ben in segreto: non lo direi ad altri ché non vorrei si credesse vana millanteria. Ma che potrei io fare che non son capace di fare una marcia di tre miglia che la testa non regge a cinque minuti di sole, e che un po' di vento, od un po' d'umidità mi produce dei mali di gola da cacciarmi in letto qualche volta per settimane? I Meschina natura la mia! Buona a nulla! Ma lasciamo le melanconie ora che il cielo comincia a spander luce anche per noi.
     V'ho scritto circa due mesi fà: non m'avete risposto. Sarà certamente successo alle vostre lettere come alle mie. Qui si aprivano sfacciatamente, e alcune si consegnavano aperte, altre si distruggevano. Non potete immaginarvi le mie ire I E si diceva che qui non v'erano Croati!! Addio mia buona Clarina. Cosa fate voi, e come state? Salutate la Sr. Viola, Carcano, Tenca, Puttinati, e dr. Filippi. Dite a quest'ultimo che intorno alle nostre discussioni in Roma son ben contento d'essermi ingannato, e quando le cose saranno avvenute secondo le sue predizioni ed i nostri desiderj, prometto e giuro, per mia punizione, di non parlare mai più di Re, d'Imperatori, di nazioni etc. etc.
     Addio addio. Scrivetemi. Vogliatemi credere sempre sempre il Vostro Aff.
                                                                                                             G. Verdi

Note



Posseduto Insv
1 fotocopia (n. 24/38)

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Giuseppe Verdi a Clara Maffei, 23/06/1859

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