Corrispondenza
Giuseppe Verdi a Filippo Filippi, 09/02/1859
Data
- Data
- Roma, 9 febbraio 1859
Luogo di destinazione
- Luogo di destinazione
- Milano
Tipologia
- Lettera
Ubicazione presso il soggetto conservatore
- Ubicazione
- I-Ms
Indirizzo (busta)
- Egr Sigr Dott. Filippo De Filippi / Milano
Trascrizione
Stim Sig.. Filippi,
Roma 9 Febbraio 1859.
Stava per rispondere alle cortesi di Lei parole scrittemi nella lettera della Maffei, quando mi giunse la sua del 20 gennaio in cui mi parla della seconda e terza recita del Boccanegra. Non m'hanno mai sorpreso i scandali in teatro e, come scrissi a Ricordi, a 26 anni conobbi cosa significava pubblico. Da quell'epoca in poi i successi non m'hanno mai fatto montare il sangue alla testa, ed i fiaschi non mi hanno mai scoraggiato. Se ho continuato in questa mal'augurata carriera si è perché a 26 anni era troppo tardi per fare altra cosa, e perché non avevo fisico abbastanza robusto per tornare a' miei campi.
Lodo altissimamente la condotta di Ricordi, e so bene che non è uomo da adoperare le stesse vilissime armi, per ribattere le influenze comprate da chi voleva il disordine. Quali bassezze! Sempre la stessa cosa! Noi non sappiamo che fare partiti in teatro e scatenarci con furia contro coloro che portano un nome andato oltr'alpi. Non intendo qui parlare di me, ma d'una grande artista, la Ristori, che ha fatto in pochi anni risuonare il nome italiano, gloriosamente in tutta Europa; ed ora, ritornata fra noi, trova delle opposizioni, dei partiti, le si oppongono delle rivali che fanno vergogna! E si, per Dio! che non sono troppi i nomi italiani conosciuti fuori del nostro paese! Ma per tornare al Boccanegra sarà forse lodevole l'idea di riprenderlo con Corsi, però non l'approvo: accetterei colla massima indifferenza il giudizio del pubblico. Se più tardi gli si calmerà il sangue, allora forse potrà accorgersi che nel Boccanegra vi è almeno qualche intenzione che non è da sprezzarsi. È vero che vi sono di mezzo dei gravi interessi, ma so che Ricordi è uomo da farne il sacrifizio, ed io so fare lo stesso. In quanto alla mia riputazione artistica, non ci pensiamo. Poco importa! Ma basta di queste miserie! La ringrazio d'avermene scritto con tanta sincerità. Mille e mille cose alla Maffei a cui scriverò ben presto. Una stretta di mano a Puttinati, ed Ella mi creda con tutta stima ed amicizia
Aff. suo
G.Verdi
Note
- –
Posseduto Insv
1 fotocopia (n. 48/1)
Media


Giuseppe Verdi a Filippo Filippi, 09/02/1859
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