Corrispondenza

Emanuele Muzio a Antonio Barezzi, 06/05/1846

Data topica

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Milano

Data

Data
Milano, 6 maggio 1846

Tipologia

Lettera

Trascrizione


Car.mo signore.

     Ieri ho ricevuto la car.ma Sua del 4 e sento finalmente che ha ricevuto la musica; avevo timore che si fosse perduta, essendo scorso tanto tempo: È vero che il signor Pretore mi diede commissione per un flauto; ma dove devo prendere io i denari per pagarlo? Io non voglio chiederli al signor Maestro, massimamente poi quando si tratta per istrumenti, perché non vuol sentire a discorrere né di musica né di suoni, ed io, per gli altri, non gli voglio far venire il cattivo umore, che lo ha anche di troppo. E poi quando si dànno le commissioni, massimamente a degli studenti i quali tutti sanno che non hanno che quel tanto e che bisogna che lo misurino giorno per giorno, e non si può stare in sborso, bisogna dirli: Prendete, questi sono 100 franchi, prendetemi un flauto e quello che vi avanza rimandatemelo; questa è la maniera di dare commissioni. Del resto io non posso prenderlo, e non voglio importunare il signor Maestro perché a dirglielo schiettamente è arrabbiato perché ha prestato 40 napoleoni d'oro ad un signore 20 a un altro e a ad un altro ancora, e questi se ne sono andati via da Milano senza neanche dirgli una parola; e con questi brutti preamboli io non ho cuore di cercarglieli. Appena avrò finito alcuni lavori per Ricordi e Lucca li farò le marce. Il signor Maestro dice che Milano non è il sito pei professori di medicina, che Egli essendo amicissimo del signor Balestra di Parma potrebbe consigliare quello, ed essendo molto esperto lo guarirebbe; ma già quello di cui Egli abbisogna si è il riposo. Dunque riposi! E lasci fare gli altri e curi la sua salute, perché anche esser ricco come è Ilei e non avere salute sarebbe una miseria peggiore che quella di essere senza denari. Ieri è venuto da Londra appositamente il fratello dell'impresario signor Lumley, il quale è venuto a sentire quando conta il signor Maestro di andarvi perché lo aspettano. Questo è un imbroglio. Ma il signor Maestro se ne è liberato col dirgli che Egli ha mandato i certificati e che assolutamente non vi vuole andare. Adesso resta a vedere se hanno ricevuto i certificati. Essi furono spediti il giorno del Venerdì Santo. Dunque o non li hanno ricevuti, oppure li hanno ricevuti e fingono di non averli. Il Signor Maestro per nessuna cosa non si rimuove dal suo proposito. Vedremo come finirà. L'Attila a Reggio, come saprà, ha fanatizzato. Ieri sera sono stato alla prova generale del Roberto il Diavolo; ma ad onta di un mese e più di prove va male assai. Oggi alle 4 vi sono state le corse di cavalli inglesi in piazza d'armi. Ieri mattina hanno sepolto Seletti e gli hanno fatto un bellissimo onore. Lo accompagnavano la scolaresca del Ginnasio, tutti i Professori e gli aderenti alle scuole. Era un bel funerale. Mi sembra un sogno. Venerdì sera fui assieme per più di due ore e non si sentiva alcun male. E poi morire subito. Il signor Maestro sta bene, e prende adesso le acque di Gratz e facciamo delle grandi corse fuori di porta alla mattina per tempo, e giuochiamo alle bocce per digerire quell'acqua, e alle cinque andiamo fuori al Poggio per pranzare con una scelta compagnia. Egli li saluta tutti.
                                                                                                           E.Muzio

Note



Posseduto Insv