Corrispondenza

Giuseppe Verdi a Francesco Maria Piave, 12/04/1844

Data

Data
[Milano, 12 aprile 1844]

Luogo di destinazione

Luogo di destinazione
Venezia

Tipologia

Lettera

Descrizione fisica

Un bifolio, due facciate e dodici righe scritte, indirizzo sulla quarta facciata. Sigillo in ceralacca rossa.

Ubicazione presso il soggetto conservatore

Ubicazione
US-NYpm
Collocazione
Koch Found.

Indirizzo (busta)

Sigr Francesco Maria Piave / Venezia

Timbri postali

VENEZIA / 11 APR
MILANO / 12 APR

Trascrizione

   Eccoti lo schizzo della tragedia di Verner = Vi sono delle cose magnifiche e piene d'effetto. Leggi l'Allemagna della Stael –
   Sono di parere di fare un prologo e tre atti – Bisogna alzar la tenda e far vedere Aquileja incendiata con Coro di popolo, e Coro di Unni. Il popolo prega, gli Unni minacciano etc. Poi sortita d'Ildegonda, poi d'Attila, etc... e finisce il prologo. — –
   Aprirei il I° Atto in Roma, e in vece di far la festa in scena farla interna, ed Azzio pensoso in scena a meditare sulli avvenimenti et...  etc... Finire il I° atto quando Ildegonda svela ad Attila il nappo avvelenato, per cui Attila crede che per amore che Ildegonda lo sveli, quando invece non è che per salvarsi il piacere di vendicare la morte del padre e dei fratelli, et.. 
   Sarebbe magnifico nel terzo atto tutta la scena di Leone sull'Aventino mentre sotto si combatte: forse nol permetteranno, ma bisogna guardare di mascherare in modo che lo permettino; ma che la scena sia tale e quale.
      Il finale dell'atto quarto non mi piace, ma pensandoci si può trovare qualche cosa di bello. – Tu studia, che io farò altrettanto.
     Frattanto vi sono tre caratteri stupendi. – Attila che non soffre alterazione di sorta – Ildegonda, pure bellissimo carattere, che cerca la vendetta del genitore, fratelli e amante; Azzio è bello e mi piace nel duetto con Attila quando propone di dividersi il mondo ecc... Ci sarebbe da inventare un quarto carattere d'effetto, e mi pare che quel Gualtiero, che crede morta Ildegonda, fosse scampato, e potresti farlo figurare o tra gli Unni o tra i Romani e dare così campo a qualche bella scena con Ildegonda; farlo giocare forse nella scena del veleno, ma sopratutto nel quarto atto, d'intelligenza con Ildegonda per far morire Attila. Non mi piaceva che Azzio morisse prima, e farlo anche figurare nel quarto con Ildegonda, etc...
     A me pare che si possa fare un bel lavoro, e se studierai seriamente farai il tuo più bel libretto. Ma bisogna studiare molto. Ti manderò l'originale di Verner fra pochi giorni, e tu devi fartelo tradurre, perché vi sono squarci di poesia potentissimi. Insomma serviti di tutto, ma fa una gran cosa. Leggi sopratutto l'Alemagna della Staël, che quella ti darà dei grandi lumi. Se tu trovi l'originale di Verner a Venezia, mi levi un gran fastidio. Sappiamelo dire. Ti raccomando di studiare molto questo soggetto ed avere bene in mente tutto: l'epoca, i caratteri, ecc. ecc... Poi fa lo schizzo, ma distesamente, scena per scena, con tutti i personaggi insomma, che non vi sia che da verseggiare, e così farai minor fatica. Leggi Verner, sopratutto nei cori che sono stupendi — 
Mille cose alla B...]                         Add.

Note



Posseduto Insv
1 fotocopia (n. 146/39)

Media

Giuseppe Verdi a Francesco Maria Piave, 12/04/1844

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