Corrispondenza

Giuseppe Verdi a Clara Maffei, 24/06/1846

Data

Data
Milano, 24 giugno 1846

Luogo di destinazione

Luogo di destinazione
[Clusone]

Tipologia

Lettera

Ubicazione presso il soggetto conservatore

Ubicazione
I-BRu

Trascrizione


Car. Cont.
                                                                  Milano 24 Giugno 1846.

     Non mi accusi d'indolenza se non ha ricevuto finora una mia lettera: ma io la sapevo occupata, e sapevo che aveva ricevuto lettere da Carcano, e da Guerrieri, ed io, secondo il convenuto di non scrivere tutti in una volta ho ritardato d'alcuni giorni a rispondere alla cariss. sua.
     Ora la presenza di donna Saulina le avrà recato grande consolazione, e le cure amichevoli di quella buona Sig.ra le ridoneranno quella tranquillità d'animo di cui tanto abbisogna. Si dia addunque coraggio ed Ella riescirà a tutto ciò che vorrà. Ora non pensi all'avvenire: sia pure egoista, ché io l'assolvo, ed anche l'uomo giusto l'assolverà, e non abbia cura che di sé. Non si lagni, se chi doveva non l'ha compresa. Non importa! Il sacrifizio così è più grande, e più degno di Lei. Non abbia ora che un solo pensiero quello della sua salute: abbia confidenza in se stessa, nei suoi veri amici, rida di tutto e di tutti (anche di me e di questa mia fotografia) ed Ella troverà col tempo quella consolazione di cui pare che ora disperi.
     Ella mi domanda di Maffei, e non posso a meno di dirle che ha dei momenti assai tristi, e che allorquando le consegnai la di lei lettera era inconsolabile. So che le ha risposto, ed avrà compreso quale è il suo dolore. Egli sente immensamente questa disgrazia, se ne lagna assaissimo, e si duole anche di alcune dicerie sparse su questo argomento. Quantunque dalla maggior parte si racconti la cosa press'a poco come è realmente, nonostante ad alcuni piace dire che Ella si è divisa dal marito perché non voleva esporre le proprie sostanze pagando la terza o quarta volta i debiti che Egli faceva al giuoco. Maffei non può darsene pace, e ad onta delle mie insinuazioni non ha forza bastante per ridersi di queste accuse.
     Ho mandato la lettera ed il vaso a Colò il quale la ringrazia moltissimo, e credo che le scriverà. Con Lui non si è più parlato di queste cose.
     Caso mai che io non potessi venire da Lei prima di andare a Recoaro per carità non me ne faccia carico, né l'attribuisca a poca premura ed amicizia. Maffei vorrebbe partire prestissimo ed io ho diverse faccende da sbrigare per cui ad onta del mio desiderio non so se mi resterà un po' di tempo per venire a Clusone. Le scriverò di ciò più positivamente quando vedrò Carcano, ma in ogni modo, le ripeto, non attribuisca ciò a poca amicizia. Al ritorno verrò positivamente, e mi rifarò allora anche dei giorni che perdo adesso. Mi riverisca mille volte donna Saulina e dia un bacio sui bei occhioni della sua piccolina. Mi conservi la sua amicizia ed Ella creda nella mia che è ben sincera. Si ricordi di mettere in pratica quanto le ho detto prima, perché deve ritornare ancora da ridere. Addio... Addio. Una gran stretta di mano
                                                                                                    dal Suo Aff.mo
                                                                                                                            
G. Verdi

Note

olim I-BRmaffei

Posseduto Insv
1 fotocopia (n. 23/7)

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Giuseppe Verdi a Clara Maffei, 24/06/1846

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