Son ben lieto di sentire dopo tanto tempo vostre care notizie. È vero che la colpa è mia, tutta mia, de' miei viaggi, delle mie escursioni, e di questa vita da zingaro, che per me non è ancor finita. Un po' di quiete la desidero da gran tempo, ma voi sapete che vi sono circostanze da cui non possiamo sottrarci.
Voi siete certamente contenta del vostro malessere, di cui io mi rallegro, e la Peppina anche più di me è lieta di questa notizia.
Peppina andrà a Tabiano a giorni. Io resto qui, ma andrò di tratto in tratto a trovarla. Betti è con voi. Salutatela tanto tanto a nome anche di mia moglie.
Continuate dunque a passare lietamente il tempo a Recoaro, e non dimenticate il vostro vecchio Maestro ed il sempre giovine amico.
G. Verdi
P.S. Mille e mille cose al conte vostro marito. Mia moglie dice a voi ed al conte le cose più affettuose.