Il manifesto riprende il bozzetto settecentesco di una macchina teatrale realizzato da Giacomo Pregliasco, dove il drago e il cavaliere diventano la metafora conflittuale artificiosa del teatro stesso: un drago sinuoso soffia verso destra, il suo fiato crea una linea curva che attraversa lo spazio seguendo una traiettoria che incrocia un cavaliere in armatura, il quale, in equilibrio precario su una struttura meccanica con ruota, sembra colpito o spinto da quell’alito.