Corrispondenza

Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 28/01/1878

Data

Data
Roma, 28 gennaio 1878

Luogo di destinazione

Luogo di destinazione
[Genova]

Tipologia

Lettera

Descrizione fisica

Un bifolio, due facciate e quattro righe; allegata, lettera del ministro Michele Coppino su carta intestata del Ministero dell’Istruzione, recante sul recto in basso a sinistra l’indirizzo: «Al Chiarmo Sige / Comm. Giuseppe Piroli / Consigliere di Stato / Roma» (tuttavia non conservata nel gruppo delle lettere di Piroli ai Lincei).

Ubicazione presso il soggetto conservatore

Ubicazione
I-PAas

Trascrizione


                                                                                                     Roma 28 78
All’indomani della morte del Re ricevei la lettera che vi acchiudo. Risposi al Coppino che sarei andato a parlargli appena fuori da luttuosi giorni che seguivano l’infausto avvenimento , ed in effetti ieri l’altro l’ho veduto e gli ho detto che ritengo impossibile accettiate alcun incarico ricordandogli a un tempo la parte avuta da voi a Firenze quando si trattò di nominare il Direttore del Conservatorio di Milano, e fu scelto il Mazzucato. Coppino ha insistito perché io vi scriva ad ogni modo ritenendo esser come un dovere suo il non disporre senza prima avere fatto questo ufficio presso di voi. Per non crearvi una seccatura non gli ho detto di scrivervi direttamente e d’ufficio, ma osservato che una vostra parola potrebbe bastare a metterlo sulla via di nomina re il successore del Mazzucato anche senza nominare una Commissione ad hoc, e ad ogni modo, come il Coppino si è rivolto a me come ad amico, gli ho promesso di scrivervi, per sentire cosale vostre disposizioni. – Qui si era pure divisato di pregarvi di una composizione qualunque lì per lì pei funerali; io lo ho lasciato dire, e in tanto i giorni sono trascorsi, e nessuno credo vi ha di sturbato a questo riguardo. – Pel conservatorio di Milano sono messi avanti dei nomi; tra gli altri il Bazzini, ma il Coppino, una volta sia certo che non può sperare la vostra adesione al suo desiderio pensa nominare una Comis sione e delegherà alla stessa la proposta; a voi sarà assai difficile evitare di esserne il Presidente. Sarà una seccatura, ma ci vorrà pazienza. Non vi scrivo di politica, perché all’interno per ora si aspetta il programma del Ministero il quale ha avanti a sé un avvenire molto incerto e per l’altro la conclusione dei preliminari di pace è venuta improvvisa a dare un nuovo indirizzo alle diplomazie. Io ritengo che se i tre imperatori sono d’accordo, come tutto fa credere, l’Inghilterra resterà isolata, ed il suo egoismo mercantile riceverà una forte scossa. Addio Caro Verdi. Come vorrei essere a poca distanza da voi per dare qualche corsa e frequente a trattenermi vosco – Più si va avanti e più ci troviamo ristretti in piccolo numero di vari amici, e tanto che guardandomi attorno, e fuori della famiglia, io non trovo che voi al quale posso rivolgermi chiamandovi amico, nello stretto e vero significato della parola, e non pro forma. Ditemi della s. Peppina, che spero ristabilita, e procurate di darci una corsa a Roma all’aprirsi del Parlamento, se non vi trattiene qualche impegno da cui non possiate senza vostro grave disagio liberarvi. Addio e di cuore
                                                                                  vos. aff.
                                                                                               a Piroli

[Allegato]

                                                                                               8. Gennaio 1878
     Onorevole Signore

     È morto, com’Ella ben saprà, il Prof. Mazzuccato, Direttore degli Studi musicali nel Conservatorio Milanese, ed è veramente grande sventura per l’arte. Ora, dovendo pure pensare a provvedere degnosamente a quella vacanza, e considerando l’importanza di quel Conservatorio e della Città, dove risiede, il primo mio pensiero, e sono sicuro che è il migliore, è subito volato a colui, che oggi tiene incontrastato in Italia il principato della Musica. Ho pensato ancora che gli dovrebbe esser caro di aggiungere alla gloria delle sue opere immortali anche quella di avere educato una parte di gioventù Italiana a seguire le sue orme. Il che gli riuscirebbe tanto più facile, in quanto si tratta di un Istituto famoso ed esistente in Città così cospicua e così giustamente devota al nome Suo, com’è Milano. E il Governo terrebbe questo a grandissima fortuna ed a suo onore, poi ché dalla prosperità, che acquisterebbe il Conservatorio Milanese guidato da un tanto nome, potrebbero vantaggiarsi anche gli altri Istituti d’Italia. Elle bene intende che io voglio parlare del Verdi. Alcuno mi dice che egli è alieno da simili cure. Ma forse la natura del luogo ed altre considerazioni potrebbero per avventura disporlo favorevolmente al mio desiderio; ed io per me cercherei ogni modo per renderglielo accetto. Ma prima di parlare officialmente, poiché molte cose si possono meglio agevolare colle pratiche private, io sarei molto grato alla S. V. quasi compaesano, e stretto da parti colare amicizia con quell’uomo illustre, se Ella procurasse di sapere l’animo suo a tale riguardo e mettesse in opera tutti i mezzi e si adoperasse viva mente per prevenire e vincere tutte le difficoltà che le fossero opposte con l’assicurazione che io Le dò che nulla si desidera da me più fortemente se non di riuscire in quest’affare. Del che io sarei pure a Lei, come di singolare favore, gratissimo. Al che io dichiaro i sensi della mia maggior stima
                                                                                   Suo aff.mo M. Coppino

Note



Posseduto Insv


Bibliografia
Carteggio Verdi-Piroli, a cura di Giuseppe Martini, Ed. nazionale dei carteggi e dei documenti verdiani, Parma, Istituto nazionale di studi verdiani, 2017, II, n. 421, pp. 591-592

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Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 28/01/1878

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