Corrispondenza

Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 03/02/1879

Data

Data
Roma, 3 febbraio [1879]

Luogo di destinazione

Luogo di destinazione
[Genova]

Tipologia

Lettera

Descrizione fisica

Un bifolio, una facciata e dieci righe; sotto la data, a matita, di altra mano: «1879?»

Ubicazione presso il soggetto conservatore

Ubicazione
I-PAas

Trascrizione


                                                                                             Roma 3 febbraio
     Caro Verdi

Abbiamo all’Apollo un Aida eseguita assai bene, e Jacovacci fa incassi fe nomenali. Il tenore Stagno, nell’insieme è forse il migliore di quelli che qui a Roma hanno sostenuta nell’Aida questa parte. Il tempo è perfido sebbene per quanto si sente non sia peggiore che nelle altre città. All’anno tristissimo che abbiamo passato pare che l’attuale non voglia essere diverso e alla minaccia dell’invasione della peste v’è proprio di impensierire. In tanto anche le condizioni nostre politicamente ed amministrative non sono certo molto confortanti. Da una parte si è creata la necessità di spese ingenti dall’altra per soddisfare a reclami in molta parte giustificati si è proceduto all’abolizione del macinato (la cui approvazione anche da parte del Senato è divenuta una quasi necessità) e conviene provedere a sopperire alla deficienza del bilancio, il che volere o non volere non può farsi che andando in traccia di nuove imposte. La inchiesta sulle condizioni dell’agricoltura è appena iniziata e poi i rimedi che potranno migliorare le condizioni specialmente quel la dei contadini, non possono essere che indiretti e lenti, e se si dovesse attraversare una nuova annata sterile non vedo quali provedimenti potranno essere efficaci a prevenire nuovi guai. E, nella mia opinione anche l’ultimo avvenimento che la Francia ha portato a Grevy e porterà o presto o tardi il Gambetta alla Presidenza non è tale da assicurare che sia nei rapporti internazionali sia per l’influenza che può avere massime in Italia sui partiti che aspirano ad una radicale riforma dell’ordinamento nostro statutario, non ci procuri nuove difficoltà. Vedremo! Io non oso quasi domandare se verrete a Roma – E la s. Peppina, e gli sposi che fanno? Datemene notizia. L’amico Carrara pel quale non ho potuto rendere un servizio del quale mi aveva pregato, e mi sono adoperato ma senza frutto non mi ha più scritto, d’altra parte se gli sposi sono a Busseto non vi mancheranno certo e continue le notizie particolarmente di Maria; scrivetemi adunque un cenno, ricordate il mio affettuoso ossequio alla s. Peppina, ed abbiatemi sempre il vos. obbe ed aff. a Piroli

Note



Posseduto Insv


Bibliografia
Carteggio Verdi-Piroli, a cura di Giuseppe Martini, Ed. nazionale dei carteggi e dei documenti verdiani, Parma, Istituto nazionale di studi verdiani, 2017, II, n. 440, pp. 620-621

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Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 03/02/1879

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