Corrispondenza
Edoardo Antonio Mascheroni a Giuseppe Verdi, 07/12/1894
Data
- Data
- Roma, 7 dicembre 1894
Tipologia
- Lettera
Descrizione fisica
- Due bifolii, otto facciate scritte, con busta affrancata (20 cent.).
Ubicazione presso il soggetto conservatore
- Ubicazione
- I-PAas
Indirizzo (busta)
- Maestro Verdi / Genova
Timbri postali
- ROMA FERROVIA / [...] / [...]
GENOVA / 8 / 12-94 / 9M
Trascrizione
Roma 7 Xbre 1894
Amatissimo Maestro
Ringrazio di tutto cuore l'incognito giornalista ed anche l'illustre nonché Cavaliere Filippo Speranza [...], che mi hanno procurato la gioja di ricevere un suo scritto.
E non risposi subito per poterle dar conto dell'inchiesta che ho fatto in riguardo alla sottoscrizione Nazionale per apporre a Lei una medaglia d'oro come contrapposto all'Apoteosi di Parigi. – Quello che ho potuto dire è che il Sig. Speranza, che veramente è un distintissimo Artista, è fuori della Grazia di Dio per l'indiscrezione commessa dal famoso giornalista, il quale ha approfittato di tale indisposizione per spillare a Lei le venti lire d'abbonamento al suo giornale, che nessuno sa cosa sia, né chi lo legga. –
In breve, ho ottenuto che la sottoscrizione rimanga lettera morta, e questo è il più importante perché è un suo desiderio.
La stagione è pressoché tracciata, ancora due rappresentazioni dell'immenso Falstaff e questa
il Falstaff è stato trovato se possibile ancora più immenso: non so se Ella abbia ricevuto qualche giornale di quì che Le spedii e che parleranno della rappresentazione del Falstaff al Costanzi.
La verità è che io dopo aver diretto un centinajo di rappresentazioni di quest'opera, trovo che ho sempre da studiare in questa miracolosa partitura. –
Se vedesse l'entusiasmo, la compiacenza e dirò la gioja dai miei ottimi professori d'orchestra quando suonano il Falstaff. Aggiungerò, perché è la pura verità, che l'esecuzione orchestrale stavolta è anche migliorata dalla prima rappresentazione, ed anche quello stonati agli archi nella scena della cesta e che invano ho cercato di ottenere nella prima edizione, ora l'ho raggiunto fieramente. —
Oh! Maestro amatissimo, che cosa immensa questo immenso Falstaff (e quando io lo dirigo e mi riappare la Sua figura così bella, così nobile e pure così buona, mi sento preso da una vera e continua commozione che mi spuntano le lacrime agli occhi: è proprio così amato Maestro! Mi sembra mill'anni che non lo rivedo. Ora se Dio vuole lunedì passerò per Genova e il Palazzo Doria è poco lontano dalla stazione! – Dunque quest'inverno andrò a Torino: avrei desiderato essere lasciato in pace a Varese ove contavo di passare l'inverno e tentare di
il bel libretto di Illica, ma Giulio ha disposto diversamente di me e non c'è stato santo; ho dovuto volere o non volere accettare questa scrittura che fra le altre cose, e tutt'altro che lucrosa e così il mio lavoro incominciato rimarrà allo stessso punto sino alla consumazione dei secoli – Se l'avesse voluto Lei questo libretto così interessante, così privo di calore e con un ultimo atto così drammaticamente vero! – Però è sempre a Sua disposizione, l'ho quì con me e se credo glielo lascierò a Genova –
Giulio ancora non mi sa dire quando incominceremo le prove della Sua nuova opera: sarà presto certamente, perché dal Falstaff sono ormai passati due anni! –
Sono stato a rivedere S. Pietro ma non ho potuto vedere il pover papino. Io spero che stia benissimo; questa notizia farà certo piacere all'ottima Signora Peppina così amabile e così indulgente con suo rispettoso Farfarello! –
Non la finirei se non sapessi d'annojarla colle mie chiacchiere. La prego dei miei rispettosi ossequi alla Signora Peppina, ed Ella amatissimo Maestro, gradisca l'effusione del mio devoto e figliale affetto
Aff° Devmo
E.Mascheroni
Note
- –
Posseduto Insv
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Media








Edoardo Antonio Mascheroni a Giuseppe Verdi, 07/12/1894
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