Corrispondenza

Edoardo Antonio Mascheroni a Giuseppe Verdi, 12/10/1893

Data

Data
Varese, 12 ottobre 1893

Luogo di destinazione

Luogo di destinazione
Busseto

Tipologia

Lettera

Descrizione fisica

Tre bifolii, dodici facciate scritte, con busta affrancata (40 cent.). Sulla busta, di altra mano: «-29-»; «Mascheroni / saluto».

Ubicazione presso il soggetto conservatore

Ubicazione
I-PAas

Indirizzo (busta)

Maestro Giuseppe Verdi /

Timbri postali

[...] / 12 7 10-93 / 6S

Trascrizione


                                                                Varese 12 8bre 1893

Amatissimo Maestro

     Ho provato una grande consolazione nel ricevere il suo bigliettino: Ho provato tanto piacere che per un momento non ho sentito più i miei dolori al braccio: Parola di Galantuomo e m'immagino che avrà avuto molto da fare per rispondere ai telegrammi più importanti. Se Ella mi avesse detto una parola sarei volato io a S. Agata ed avrei assunti interinalmente le mansioni di segretario, mansioni che assumerò ufficialmente fra una decina di anni. Le assicuro che non avrebbe avuto a lagnarsi di me: però avrei cominciato a fare un po' fatica!
Spero che la giornata del 10 Ottobre l'avrà passata lietamente e che qualche bicchierino di quel buono si sarà bevuto alla sua salute. In casa mia ci è stata giornata di festa, perché anche da lontano abbiamo festeggiato il suo compleanno, e le assicuro che il suo ritratto l'abbiamo ornato di fiori, che era proprio una meraviglia, sembrava proprio un altarino!
E che brindisi abbiamo fatto a tavola! I miei bambini erano tanto entusiasmati (anche per qualche bicchiere di più bevuto) che non la finivano più di brindare ed urlare, tanto che per farli smettere ho dovuto distribuire paternamente una mezza dozzina di cazzotti!
Jeri è stato a trovarmi il nostro caro Giulio, discretamente rimesso: a me però è parso ancora sofferente, Giulio ha assolutamente bisogno di di stare in riposo almeno per tutto il mese di ottobre, glielo racomandi anche Lei se le scrive, e sopratutto le racomandi mandare al diavolo i penelli e gli acquerelli, e i colori e il calamistro; lo scrivo 
così che lo acetterà di buon cuore e ne ha tanto bisogno!
S. E. il Ministro Rattazzi della Casa Reale jeri scrivendomi per ricordarmi la promessa che gli avevo fatto a Roma di fargli una visita a Monza, mi trascrisse (sapendo di darmi piacere) il testo del bellissimo telegramma che Sua Maestà il Re ha inviato a Lei per il suo compleanno. Ciò mi ha fatto ricordare che il passato Aprile mentre eravamo a Roma per il Falstaff mi aveva esternato il desiderio di avere una sua fotografia. Allora con tante cose ho dimenticato di dirglielo, ora però ho pregato Giulio di inviarle una fotografia, e s'Ella vorrà scriverci la sua firma farà una cosa gradita anche a me. Giulio poi la ritirerà quando verrà a S. Agata ed io lo porterò in novembre a Roma ove si troverà Rattazzi. A proposito il novembre andrò a Roma a dirigere una breve stagione sino al 1° dicembre dovendomi trovare a quell'epoca alla Scala per cominciare le prove della Walkiria: ed a proposito di Scala c'è sempre il progetto di dare la Miller, progetto che si potrà attuare qualcosa si trovi una compagnia ad hoc. Per il baritono mi pare andrebbe bene il Kashman che è scritturato per la quaresima: andrebbe Oxilia che ha buona voce e accento caldo e buona intelligenza. Per la Scala ci sarebbe la Darclee (un po' profonda ma bella voce) o la Ferrani che l'anno scorso cantò con gran successo la Manon Lescaut a Torino e che canterà pure quest'opera con me a Roma in Novembre (gliene scriverò in proposito) oppure la Bellincioni, quella tale a cui Lei a Montecatini promise di scrivere apposta un'opera! Ma senza Stagno sarà difficile che accetti. Il tenore Oxilia lo proveremo alla Scala prima in un'altra Opera che probabilmente sarà la Loreley del povero Catalani.
   Saltando di palo in frasca ho letto che alcuni giornali tedeschi discutono se il passato compleanno sarà il 79° o l'80mo, qualcuno poi dice che l'anniversario della sua nascita è l'8 ottobre e qualcuno il 9, altri il 10. Ella deve saperlo meglio di tutti, ed il telegramma (bellissimo!) di risposta al Sindaco di Roma che ho letto nei giornali di stamane taglia la testa al toro.
    Vi ho proprio seccato stavolta, ma mi perdoni, amatissimo Maestro; baci per me le mani alla buona e cara Signora Peppina ed Ella gradisca l'espressione del mio filiale e reverente affetto
                                                                                                 Aff. Devmo
                                                                                             E. Mascheroni
12 pagine e con queste zampa di gallina: povero Maestro!

(Per la fotografia / A S. E. Urbano Rattazzi)

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Edoardo Antonio Mascheroni a Giuseppe Verdi, 12/10/1893

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