Corrispondenza

Giuseppe Verdi a Giuseppina Appiani, 18/01/1844

Data

Data
Venezia, 18 gennaio 1844

Luogo di destinazione

Luogo di destinazione
Milano

Tipologia

Lettera

Descrizione fisica

Un bifolio, due facciate scritte. Indirizzo sulla quarta.

Ubicazione presso il soggetto conservatore

Ubicazione
US-valente

Indirizzo (busta)

Alla Nobil Donna Giuseppina Appiani / Milano

Timbri postali

VENEZIA / 19 GEN.
[...] / 21 GEN.
MILANO / 26 GEN

Trascrizione


                                                                 Venezia 18 '44

     Chi le ha detto ch'io non voglio essere suo amico. È un titolo di cui mi glorio, ed io voglio esserlo o voglia o non voglia lei. Vi sono, a questo mondo, degli esseri espansivi, facili, che ad ogni quarto d'ora vi dicono mille tenerezze, mille proteste... io non posso, non so far questo, ma non è perciò meno vero che anch'io non abbia un cuor dolce, sensibile, tenero, amoroso (non rida) che sente l'amicizia in un grado estremo.
     Dopo la seconda recita dei Lombardi non sono più stato a teatro. Le posso però dire che il tenore ha lacerata
la scrittura ed i Lombardi vanno avanti, come Dio, vuole, con un supplemento – La Fidanzata corsa fiasco, non si è finita: nissuno salvato. Io non l'ho sentita perché in quel tempo sono stato per due giorni a Verona per scritturare un tenore e fare alcune prove del Nabucco che è andato bene – Sabato qui vanno colla Lucrezia colla Loeve, con Baldanza, e Meini – Non posso dirle quando andrà l'Ernani, ma è tempo perché aspetto Guasco. Mi si dice che Guasco stia male... benissimo... opera compita. Così l'Ernani andrà in scena con una prima donna alta alta di statura e di corista; con un basso basso di statura e che non si sente; con un tenore senza fiato et...  Si può dare miglior complesso?... Stiamo fra noi queste cose.
     Di salute ora sto bene abbastanza. Sulle prime ho avuto alcune febbriciatole che mi facevano temere di lasciar le ossa a Venezia, ma ora parmi che le porterò via... piano... piano: non mi ricordava della prima sera dell'Ernani.
     Mille cose alla sua bellissima famiglia ed a Sandrini. cosa fà quel perfido Pedroni? Come va la di lui malatia di consunzione? 
     Mi creda ma proprio mi creda 
                                                                                              Suo Devmo
                                                                                                G.Verdi  
          Mi assolva per l'avemor del Cielo da un peccato imperdonabile. Jeri frugando fra le cose mie ho trovato quella borsettina che l'Adele mi consegnò per suo fratello. Perdono perdono; appena vedrò Carlo la consegnerò –

Note



Posseduto Insv
1 fotocopia (n. 137/2)

Media

Giuseppe Verdi a Giuseppina Appiani, 18/01/1844

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