Corrispondenza

Giuseppe Verdi a Léon Escudier, 12/03/1876

Data

Data
Sant'Agata, 12 marzo 1876

Luogo di destinazione

Luogo di destinazione
[Parigi]

Tipologia

Lettera

Descrizione fisica

Un bifolio, tre facciate scritte. Sulla prima facciata, in alto a sinistra, a matita, di altra mano, entro circoletto: «215.».

Ubicazione presso il soggetto conservatore

Ubicazione
F-Po
Collocazione
LAS VERDI (GIUSEPPE) 215

Trascrizione


                                                                                       St Agata 12 Nov 1876
Car Leon

     Ho ricevuto la vostra lettera e fui un pò sorpreso di non trovare una parola di risposta alla mia ultima, in cui vi parlava della vostra intrapresa del Teatro Italiano. Col vostro silenzio, Voi avete, certamente, voluto dire "non v'imbarazzate delle cose mie"  e ciò stà bene. ma siccome in quest'apertura del Teatro Italiano, devo esserci anch'io, così non intendo avvenga quanto avvenne ed avviene tuttavia della Messa, la quale è stata trascinata in modo umiliante, con scandali non comuni, ed in teatro poco... So che ora siete preocupato quasi esclusivamente della mise en scene. Ciò stà bene, ma non vorrei che fosse troppo. Io sono nemico degli eccessi, e non ho sempre tutta l'ammirazione delle vostre mise en scene perché troppo ricercate. 
È possibile che Voi abbiate trovato destabile (Voi altri non trovate mai nulla di bene che a Parigi) quello che si è fatto a  Milano, ma io me ne sarei completamente contentato.
Basta; fare quello che credete ma mi permetto dirvi che io non ammetterei che il palco scenico sia troppo ingombro dai praticabili, e dai machinismi come avviene sempre coi Pittore dell'Opéra; che la scena finale sia un sotteraneo, e non una frotta come si fece al Cairo; e che infine vi sia una buona Banda con Bandisti che si degnino presentarsi al Pubblico, che l'orchestra sia completata, e badate bene ai Coristi specialmente alle donne. Ciò è più necessario che una minuziosa mise en scene la quale se può appagare la vista, non può coprire i difetti d'una cattiva esecuzione musicale che nel nostro caso è l'esenziale. Io avrò forse torto, ma vi prevengo che io non sarò facile, né condiscendente in questa circostanza – Credetemi 
                                                     sempre                                              aff.
                                                                                                           G.Verdi

Note



Posseduto Insv
1 fotocopia (n. 39/35)

Media

Giuseppe Verdi a Léon Escudier, 12/03/1876

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