Corrispondenza

Giuseppe Verdi a Tito I Ricordi, 17/11/1868

Data

Data
Sant'Agata, 11 novembre 1868

Luogo di destinazione

Luogo di destinazione
[Milano]

Tipologia

Lettera

Ubicazione presso il soggetto conservatore

Trascrizione


                                                                                St Agata 17 Novembre 1868
Carmo Ricordi,

     Ad onorare la memoria di Rossini vorrei che i più distinti maestri italiani (Mercadante a capo, e fosse anche per poche battute) componessero una Messa da Requiem da eseguirsi all'anniversario della sua morte.7
     Vorrei che non solo i compositori, ma tutti gli artisti esecutori, oltre il prestare l'opera loro, offrissero altresì l'obolo per pagare le spese occorrenti.
     Vorrei che nessuna mano straniera, né estranea all'arte, e fosse pur potente quanto si voglia, ci porgesse aiuto. In questo caso io mi ritirerei subito dall'associazione.
     La messa dovrebbe essere eseguita nel S. Petronio della città di Bologna che fu la vera patria musicale di Rossini.
     Questa messa non dovrebbe essere oggetto né di curiosità, né di speculazione, ma appena eseguita, dovrebbe essere suggellata, e posta negli archivi del Liceo musicale di quella città, da cui non dovrebbe esser levata giammai. Forse potrebbe esser fatta eccezione per gli anniversari di Lui, quando i posteri credessero di celebrarli.
     Se io fossi nelle buone grazie del Santo Padre, lo pregherei a voler permettere, almeno per questa sola volta, che le donne prendessero parte all'esecuzione di questa musica, ma non essendolo, converrà trovare persona più di me idonea ad ottenere l'intento.
     Sarà bene istituire una Commissione di uomini intelligenti onde regolare l'andamento di quest'esecuzione, e sopratutto per scegliere i compositori, fare la distribuzione dei pezzi, e vegliare sulla forma generale del lavoro.
     Questa composizione per quanto ne possano essere buoni i singoli pezzi mancherà necessariamente d'unità musicale; ma se difetterà da questo lato, varrà nonostante a dimostrare, come in noi tutti sia grande la venerazione per quell'uomo, di cui tutto il mondo piange ora la perdita.
    Addio e credimi
                                                                                                                      Aff
                                                                                                                 G.Verdi

Note

Il testo è noto unicamente per la sua pubblicazione sulla «Gazzetta Musicale di Milano» XXIII/47 (22 novembre 1868), p. 379.

Posseduto Insv