Corrispondenza

Francesco Maria Piave a Giuseppe Verdi, 17/01/1860

Data

Data
Venezia, 17 gennaio 1860

Luogo di destinazione

Luogo di destinazione
[Genova]

Tipologia

Lettera

Descrizione fisica

Un bifolio, due facciate scritte.

Ubicazione presso il soggetto conservatore

Ubicazione
I-PAas

Trascrizione


Mio Caro Verdi
                                                                                      Venezia 17 del 1860

     Ieri Benvenuti mi comunicò da Parma che il disegno era già arrivato a Busseto; quantunque forse ne avrai già avuto avviso, pure mi piace istruirtene. Nello stesso tempo devo pregarti di due favori: uno di ricordarmi alla Cara Peppina, l'altro di regalare un foglio di carta e prestare una penna a quella perla del Cavaliere Mariani perché, povero diavolo, possa rispondere ad una graziosissima lettera da me direttagli dal primo giorno del corrente anno. Se credi, puoi anche salutarmelo, quell'indegno.
     Mi raccomando a te; se è possibile lavora per me, che ne ho molto bisogno fisico e morale. Non azzardo parlarti del nostro stato.
     Lo stato d'assedio è per essere decretato. Tutti i teatri chiusi, un gran numero di negozii ferrati. Jeri la Società Apollinea ha dichiarato di sciogliersi, e forse se ne vendono i mobili, così sparirà ogni traccia anche di quel casino. Il lutto è generale, pieno, costante. La miseria incalza, non si può vivere che in casa, ritirandovisi al più presto!.....
     Ho sentito con piacere l'incontro deciso del Boccanegra a Genova. Il tempo fa delle gran giustizie, e questo supremo giudice strapperà forse una confessione anche dalla bocca questi dottori che non hanno saputo comprendere le supreme bellezze di quella filosofica ispirazione fino dalla sua prima comparsa, a cui non meritavano l'onore di assistere. Perdonami questa tirata.
     Bondì. Sta bene, Angelo, anzi [...] mio adorato, ricordati
                                                                     Del tuo Aff° Checco Maria

           P. S.
Mille cose dalla [...] sì a te che alla tua Signora. Beati voi altri!!! e poveri noi!!!
Sior Toni (di cui facilmente immaginerai l'umore) ti saluta. Lo stesso fanno Vigna e Somma, che mi regalò la sua sublime Cassandra, ch'io trovai superiore ad ogni elogio. Ne sono entusiasmato alla lettura. So
col suo Edippo non la va avanti che per l'epoca in cui [...] 
Bondì, ancora.

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Francesco Maria Piave a Giuseppe Verdi, 17/01/1860

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